MEDUNO

Meduno

All’imbocco della val tramontina sorge Meduno, paese noto per essere stato la patria di abili scalpellini che per secoli hanno per moltissime chiese e privati. Luogo di spettacolare valore artistico è proprio la chiesta di Santa Maria Maggiore, risalente alla metà del XIX secolo. Altrettanto interessante è palazzo Colossis: residenza signorile edificata nel XVI secolo ora sede di uffici pubblici e di attività culturali e mostre. Nella vicina frazione Navarons si trova casa Andreuzzi, sede espositiva di cimeli e documenti risalenti al periodo dei moti risorgimentali del 1864.

Meduno è uno dei centri più antichi della zona montana e pedemontana risale infatti all’ epoca preistorica. Una delle sue testimonianze più antiche è la pietra di Ciago, un grosso blocco di pietra, denominato “Piéra da l’aga” , è stato attribuito all’epoca pre-romana: forse l’ara sacrificale di una popolazione veneta o carnica. L’abitato si è sviluppato ai piedi del castello costruito nel 1136 sul colle omonimo dalla famiglia dei Meduno, vassalli dell’imperatore del Sacro Romano Impero di Germania.

Castello di Meduno
Parte del settore nord della struttura fortificata dei resti del castello di Meduno, è stata oggetto di un recente e  approfondito scavo archeologico e di un restauro.  I resti del castello di Meduno sono posti su un crinale a q. 369.6 sopra il capoluogo, era sede dell’omonima famiglia feudale, citata per la prima volta in un documento del 1136. I suoi signori erano originariamente feudatari del Vescovo di Concordia il quale, dal 1192, assegna il castello a un suo “gastaldo”; in seguito il luogo diventa feudo del Patriarca di AQUILEIA. Nel 1385 è cinto d’assedio dalle truppe di Francesco da CARRARA; nel 1413 il castello risulta nuovamente di proprietà del Vescovo di CONCORDIA e dal XVI secolo è definitivamente abbandonato.

Dal punto di vista planimetrico, la cinta muraria, con andamento curvilineo, descrive una singolare forma allungata, con asse maggiore in direzione sud-ovest/nord-est.

Le indagini archeologiche realizzate, hanno reso evidenti prime evidenze riconducibili ad una frequentazione della sommità del colle risalgono fra l’età tardo antica e l’altomedioevo. Inoltre, sono state individuate 5 fasi di vita del castello che datano dalla prima metà del XII secolo, quando il rilievo viene munito di cinta fortificata, fino al XVI-XVII secolo, quando avviene il progressivo abbandono del luogo con conseguente graduale spoliazione delle strutture.

Az. Ai Pradons

L’agriturismo è situato a 500 mt dalla pista di atterraggio della scuola di volo Valinis 2000, punto di ritrovo per gli appassionati di parapendio e volo libero di tutta Europa.  A pochi chilometri dall’agriturismo  il fiume Meduna dove, per tutta l’estate, è possibile rilassarsi e rinfrescarsi nelle sue acque calme e immerse nel verde.  Le due località più facili da raggiungere sono “Paludana” e “Navarons”.

http://www.agriturismoaipradons.it/